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Si scrive ADAS e si pronuncia sicurezza attiva

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Prevenire è meglio che curare. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo delle tecnologie ADAS per la sicurezza attiva.

Cominciamo con il dire che ADAS è l’ennesimo acronimo su cui ci imbattiamo sempre più di frequente quando leggiamo la scheda tecnica di un’auto. E a dire il vero, l’auto ne ha davvero tanti.

Questo nello specifico recita così: Advanced Driver Assistance Systems, in altre parole sono i sistemi elettronici che supportano il guidatore di un veicolo in situazioni di pericolo o emergenza con lo scopo di prevenire o limitare al massimo le possibilità di un incidente. Più semplicemente si può tradurre con: soluzioni di sicurezza attiva. Quelle cioè che cercano appunto di prevenire l’incidente, a differenza di quelle per la sicurezza passiva che intervengono quando l’incidente è già successo. Se interviene la frenata automatica assistita, è molto probabile evitare un crash e di conseguenza che si attivi l’airbag. Come recita la saggezza popolare: prevenire è meglio che curare

Nello specifico, gli strumenti che vengono utilizzati per la sicurezza attiva sono fondamentalmente tre: radar per rilevazioni del movimento degli oggetti, ad ampio raggio e in grado di operare con tutte le condizioni atmosferiche; lidar per una precisa rilevazione tridimensionale degli oggetti e dello spazio libero; video camera per classificare gli oggetti nel contesto e la rilevazione del posizionamento angolare degli stessi

L’impiego simultaneo e interattivo di questi sensori consente oggi, ai veicoli che già adottano questa tecnologia, di assistere la guida del conducente nelle situazioni più critiche e di rendere, in prospettiva, operativa la guida completamente autonoma. Un patrimonio tecnologico che fino a ieri era ad appannaggio quasi esclusivamente dei modelli alto di gamma e che invece ora si stanno estendendo progressivamente, con modalità diversa, sia a quelli di fascia media che a quelli base.

Alcune soluzioni tecnologie saranno anche rese obbligatorie per legge, come ad esempio il “brake assist”. La frenata che interviene automaticamente quando i sistemi di rilevazione del veicolo riscontrano che l’azione del guidatore sul freno non è adeguata alla criticità del contesto.

L’obiettivo zero incidenti sembra proprio una prospettiva a cui ambire. Di certo non più un’utopia.

 

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