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I 50 anni di Citroen SM

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Festeggiati a Parigi in occasione di Rétromobile

La coupè SM è una vettura iconica, che ha portato nel mondo delle granturismo il lusso e l’eleganza alla francese, raccogliendo l’eredità della berlina  DS alla cui classe aggiunse grinta e sportività. Citroen SM fu il frutto della collaborazione con l’italiana Maserati, che curò la progettazione e la realizzazione del motore.

Oggi “Sua Maestà” SM compie cinquant’anni. Aaffascinante e magnifica, è un esempio importante di collaborazione tra costruttori simbolo, francesi e italiani. Nel 1970 portò l’avanguardia a livelli mai visti, conquistando un posto di rilievo nella storia dell’industria e nel cuore degli appassionati di automobili e oggi lo spirito di “avant-garde” di DS e SM è all’origine del marchio DS Automobiles

Quando, negli Anni 60, fu lanciato il progetto S, DS era già un mito. L’obiettivo era quello di applicare le innovazioni tecnologiche e l’immagine di questa berlina a una automobile sportiva che ne ereditasse le caratteristiche.

Jacques Né, ingegnere incaricato del progetto, puntò inizialmente alla 24 Ore di Le Mans, ma il direttore generale Pierre Bercot spostò rapidamente l’obiettivo verso un’auto di prestigio, da posizionare più in alto rispetto a DS, da tenere comunque sempre in produzione.

In fase di sviluppo la condivisione dei componenti si rivelò essenziale. La nuova creazione doveva poggiare sul telaio di una DS ed essere assemblata nelle stesse linee di Quai de Javel, a Parigi. Sotto la direzione di Robert Opron, un team guidato da Jean Giret e Jacques Charreton riuscì a completare il progetto di quella che sarebbe stata SM. Il modellino in scala 1:1 fu prodotto nelle officine di Rue du Théâtre. L’arrivo di Maserati nel team Citroën aprì nuove prospettive e l’azienda italiana lanciò lo studio di un piccolo V6 moderno. Presentata al Salone di Ginevra 1970, la vettura era la degna erede di DS.

La granturismo moltiplicava i plus: linea fluida e aggressiva, telaio posato sulla famosa sospensione idraulica, abitacolo futurista dai quadranti ovoidali e un V6 Maserati. Sotto il lungo cofano il V6 a 90° proponeva 2 assi a camme in testa per ogni fila di cilindri. La cilindrata era inizialmente limitata a 2.670 cc per rientrare nei valori penalizzanti previsti in Francia sopra i 16 cavalli fiscali. Il blocco motore in lega, particolarmente compatto (31 cm di lunghezza) e molto leggero (140 kg), era inizialmente alimentato da 3 carburatori Weber a doppio corpo per una potenza di 170 CVi a 5.500 giri/minuto, prima di arrivare a un’iniezione elettronica sviluppata con Bosch per portare la potenza a 178 CVi, migliorando la fluidità di utilizzo.

Cinquant’anni dopo, SM è ancora un simbolo. Il comfort e la tenuta di strada la rendono un’auto molto attuale. Le linee, interne ed esterne, sono all’avanguardia, con il pedale a forma di fungo, caratteristici anche i rumori di funzionamento del sistema idraulico e lo sterzo ad assistenza variabile. E nonostante una credenza popolare attribuisca la fine della commercializzazione al brusco rialzo del prezzo della benzina causato dalla crisi petrolifera, SM rimane una delle granturismo più efficienti dell’epoca.

Georges Pompidou, presidente della repubblica francese al momento del lancio, ma anche Léonid Brejnev, lo Scià di Persia, Haïlé Sélassié, Burt Reynolds, John Williams, Johan Cruyff, Bernard Pivot, Line Renaud o Jay Leno hanno avuto o posseggono ancora una SM. E Daniel Craig confessa che è l’auto dei suoi sogni da sempre.

 

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