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Febbre a 39!

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Prima vittoria Toyota in questo rally-raid

Si è conclusa a Lima la 39ma edizione della Dakar, la più celebre delle grandi corse rally-raid che di fatto apre la nuova annata automobilistica. Una edizione ancora diversa, da quando nel 2009 la corsa si è spostata dall’Africa, dove l’aveva inventata il mitico Thierry Sabine, in Sud America.

Quest’anno il percorso era infatti concentrato in Perù, per la precisione nella parte meridionale del paese, tra Pisco, San Juan de Marcona e Arequipa. Evitati i passaggi sulle Ande tra Bolivia e Argentina, si corso prevalentemente su piste in sabbia ricche di dune, un po’ un ritorno al passato. In totale dieci giornate di gara, con un giorno di riposo, per 5.000 chilometri, con 3,000 chilometri di prove speciali, con due tappe marathon senza assistenza. In gara auto, moto, camion, quad e side-by-side, veicoli derivati dalle moto.

All’atto pratico la Dakar peruviana, agile e intelligente, ha funzionato, non ci sono stati incidenti gravi, ed è stata corsa vera.

Ha vinto uno dei grandi favoriti “Pride of Qatar” ovvero Nasser Al-Attiyah, che vanta nella sua carriera una quantità di titoli FIA rally e rally raid, e addirittura una medaglia di bronzo olimpica nello Skeet Shooting, una specialità del tiro al piattello, a Londra 2012. Affiancato dal navigatore francese Mathieu Baumel Al-Attiyah, che a Lima ha vinto la sua terza Dakar regalando alla Toyota il primo trionfo assoluto in questa competizione, è stato autore di una gara perfetta forte della sua esperienza e delle prestazioni dell’ Hilux pick-up preparato dal Gazoo Racing Sud Africa, una delle strutture del motorsport della casa giapponese, ed ha preceduto di 46 minuti lo spagnolo Nani Roma con la prima delle Mini, la John Cooper Works Rally che ritroviamo anche al quarto posto con il polacco Jackub Przygonski, vincitore della Coppa FIA 2018, mentre la prima delle Mini Buggy è quinta con Cyril Despres. Il primato tra i nostri va alla livornese Camelia Liparoti trentottesima con un CAT Yamaha.

I grande protagonista della 39ma Dakar è stato però Sébastien Loeb. Nonostante il ritiro ufficiale della Peugeot, l’iconico pilota francese ha organizzato una partecipazione privata con una 3008 DKR assistita dallo specialista PH Sport. Ha vinto quattro tappe e nonostante sia stato fregato dalla sfortuna il penultimo giorno quando aveva ancora la possibilità di mettersi in scia ad Al-Attiyah, si è piazzato terzo, e poi ha preso subito un volo per Montecarlo, dove la prossima settimana tenterà di prendersi una grossa rivincita al volante di una Hyundai.

Tra le moto diciassettesima vittoria consecutiva per la KTM questa volta con l’australiano Toby Price, interessante il quattordicesimo posto dell’italiano Maurizio Gerlini, mentre ha sfiorato la top ten la bravissima spagnola Laia Sanz inserita nella squadra ufficiale KTM.

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